La politica è l'arte e la scienza del governare, ovvero la teoria e la pratica che hanno per oggetto l'organizzazione e l'amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica.

In un sistema democratico, la responsabilità del suo fallimento ricade innanzitutto sui governanti.
Però, anche se in proporzioni diverse, nessun cittadino può esimersi dalle proprie responsabilità.

La politica può fallire per inefficienza, per incompetenza, per corruzione, per imprevisti o per collusione.

E' paradossale, ma è proprio in quest'ultimo caso (la collusione) che la responsabilità dei cittadini assume una valenza particolare.

Esiste, infatti, una responsabilità indiretta anche degli elettori del politico colluso, se nel voto hanno cercato una via privilegiata per un posto di lavoro, un concorso, un trasferimento, una promozione, un appalto.

Sono pochi quelli che possono dire a voce alta:
Io non c'entro.
E’ generalizzata la convinzione che la politica sia divenuta sinonimo d’imbrogli, truffe, intrallazzi, inganni ed incertezze.
Come drogati dai mass-media, dal consumismo e dal ritmo incessante della vita che lascia sempre meno spazio al pensiero ed alla riflessione, corriamo tutti il rischio di non saper più distinguere ciò che è bene da ciò che è male, soprattutto in politica.
E così diventa sempre più difficile trovare il coraggio d’affermare ad alta voce che la morale (in altre parole il desiderio continuo d’imparare a discernere il giusto dall’ingiusto per sé e per gli altri) debba riacquistare un ruolo centrale nella sfera della politica.
Nel frattempo si consolidano le attività di certi personaggi che, dopo aver stabilmente occupato gli spazi dei partiti, averli smantellati e disconosciuti, non mostrano vergogna a riciclarsi in nome del rinnovamento, del cambiamento, dello sviluppo e del lavoro.
Forse in pochi, ma si avverte l'esigenza di una POLITICA non più celata dietro i resti delle ideologie, che  il più delle volte persegue e copre soltanto interessi di potere, ma fondata sulla coerenza dei valori della morale.
Ma in tal senso non è possibile rinnovare dal di dentro gli schieramenti esistenti, perché essi dimostrano di essere appiattiti quasi tutti sul bipolarismo muscolare; perché, con programmi molto simili e populisti hanno continuato a fare le solite promesse che ben difficilmente potranno mantenere; perché, nel caso migliore,  obbediscono alla malcelata logica del potere economico, il quale, per sua stessa natura, sa riconoscere nei bisogni della gente comune soltanto il proprio, non sempre legittimo, interesse.
Ecco perché a tutti quelli che concepiscono la politica come servizio e non come scalata verso il potere o l’arricchimento personale viene chiesto di riflettere attentamente su questa particolare opportunità di provare a cambiare le sorti della propria terra, di uscire dal letargo, di aggregarsi e di essere pronti in ogni momento a fornire l'impegno che gli eventi quotidianamente  richiedono.
Non si tratta di aderire ad un nuovo partito o ad una nuova associazione, ma si tratta di provare a coltivare una nuova mentalità, che attraverso il dialogo, lo studio dei bisogni ed il confronto tra gruppi politici, possa servire, senza condizionamenti e servilismi,  come contributo reale alla soluzione corretta dei problemi. 
ult. corr. e mod. 20/05/09
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