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Il CIP 6 ed i termovalizzatori
Gli incentivi CIP 6 (circolare n° 6/1992 del Comitato Interministeriale Prezzi) garantiscono a chi gestisce un inceneritore – per otto anni dalla sua costruzione – la vendita al GSE, cui è affidato il compito di assicurare la fornitura di energia elettrica italiana, della propria produzione elettrica a un costo quasi triplo rispetto a quello di mercato.
L'importo del CIP 6 è aggiornato ogni tre mesi ed i costi di tali incentivi ricadono sulle bollette degli utenti, sotto forma di tassa per il sostegno delle fonti rinnovabili. Ad esempio, nel 2004 il Gestore Serviz.
Per l'inceneritore di Brescia, la società di gestione ha ricevuto nel 2006 contributi CIP 6 per oltre 71 milioni di euro.
A titolo di confronto, nel 2006, al riguardo, per il fotovoltaico sono stati stanziati solamente 4,5 milioni di euro per 300 MW di potenza.
Il CIP 6 prevede ancora che gli impianti incentivati godano di un innalzamento della tariffa riconosciuta dal GSE per l'attuazione del protocollo di Kyoto, annullando così del tutto i benefici della riduzione delle quote gratuite di emissione di CO2.
Il Cip 6 è un provvedimento del Comitato Interministeriale Prezzi adottato il 29/04/92, con il quale sono stati fissati i prezzi
incentivati per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate, cosicché il ricavato
avrebbe dovuto essere utilizzato per promuovere le energie rinnovabili.
I termovalorizzatori sono considerati impianti alimentati
da fonti assimilate:
Quindi anche per i costruendi inceneritore della Campania il Cip 6 è diventato un bel regalo ai
produttori di energia prelevato direttamente dalle bollette dietro il tanto "nobile intento" di incentivare la produzione di
energia da fonti rinnovabili.
Piace qui riportare l'intervento alla Camera di Bruno Tabacci del 19/6/08.
"Signor Presidente, con l'articolo
8-bis del provvedimento in esame si affronta il tema delle incentivazioni agli impianti di termovalorizzazione. Io non sollevo un'obiezione
di principio al fatto che siano incentivati, rilevo solo che devono essere chiamati con il loro nome.
L'idea di utilizzare la famigerata
delibera del Comitato interministeriale prezzi n. 6 dell'aprile 1992, nota come CIP 6, corrisponde alla volontà di continuare un'azione
truffaldina. Quella delibera, infatti, affrontava il tema dei sistemi di incentivazione a carico della bolletta elettrica, quindi
direttamente a carico delle famiglie. Il sostegno a tali impianti, dunque, non va a carico della fiscalità generale - come sarebbe
corretto stabilire - ma direttamente della bolletta a carico delle famiglie, anche dei pensionati che Robin Hood vorrebbe aiutare
attraverso il buono per l'acquisto del pane (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro, Partito Democratico e Italia dei Valori).
Quindi, da un lato, si annuncia che vi sarà un intervento a favore degli anziani per l'acquisto del pane, dall'altro, si fa un regalo
ai petrolieri perché si irrigidisce la norma del 1992, anzi la si estende agli impianti campani, con ciò affrontando in maniera positiva,
dal punto di vista dei petrolieri, la continuità di questa operazione truffaldina.
In altri termini: un conto è incentivare gli impianti
da energie rinnovabili, un conto è incentivare quelli da energie assimilate, che altro non sono che sottoprodotti della lavorazione
petrolifera. Autorizzando i termovalorizzatori con la stessa logica, non si fa altro che appesantire ulteriormente la bolletta elettrica
a carico delle famiglie italiane che, oltre agli impianti di CIP 6 già in funzione, adesso avranno anche i termovalorizzatori della
Campania. Mi sembra semplicemente una mostruosità! Tenete conto che la truffa, nel corso di questi anni, ai contribuenti italiani,
ai consumatori di energia, è costata circa 60 mila miliardi delle vecchie lire (si parla di un numero che per quindici anni era pari
a 4 mila miliardi). In più, è una truffa dei dati nei confronti della UE perché noi andiamo a certificare in Europa che nel campo
delle energie rinnovabili siamo un Paese all'avanguardia, mentre in realtà non è così, poiché non si tratta di energie prodotte da
fonti rinnovabili: le assimilate sono una cosa del tutto diversa.
Ecco cos'è accaduto nel contesto generale: quando affermiamo il principio
per cui l'Italia sarebbe un Paese all'avanguardia riguardo alle energie rinnovabili non è assolutamente vero, perché siamo all'avanguardia
- negativamente - sulle energia assimilate a cui vogliamo, in qualche modo, collegare gli impianti di termovalorizzazione. Non so
se il Governo, e soprattutto la Lega, se ne rendano conto! Onorevole Polledri, lei sa che su questi temi abbiamo condotto battaglie
importanti nella Commissione attività produttive. Qui si passa sopra a tutto come se fosse uno straccio, come acqua sulla roccia,
ma stiamo parlando della sostanza vera delle questioni!
Allora, non solo gli si dà i soldi per gli impianti, ma gli si garantisce anche
una rendita a prescindere dalla qualità dell'energia che si produce negli impianti di termovalorizzazione. Quindi, bisogna distinguere
il tema del CIP 6 che andrebbe chiuso. Il signor Robin Hood, invece, immagina una tassa (che poi è un po' più di IRES ed è un intervento
sulle scorte); ma se avesse eliminato il CIP 6 probabilmente avrebbe fatto un'azione molto equilibrata.
Ho visto che Robin Hood stamattina
ha fatto la battuta su Mourinho. Poiché mi sono occupato alcuni anni fa dei polpacci di Ronaldo, siamo nella stessa direzione, e non
c'è battuta da fare. L'intervento nei confronti dei petrolieri - come è stata fatta a favore dei banchieri e dei concessionari autostradali
- rappresenta un Robin Hood alla rovescia. Infatti, un Robin Hood vero, dovendo davvero togliere ai ricchi per dare ai poveri, compirebbe
un'azione equilibratrice da questo punto di vista. Non mi pare che siamo su questa linea. (Applausi dei deputati dei gruppi Unione
di Centro, Partito Democratico e Italia dei Valori )!
Quindi, bisogna essere molto seri. Si possono anche incentivare gli impianti
di termovalorizzazione, ma con serietà, distinguendo la parte legata alla fiscalità generale, da quella legata all'eccezionalità del
CIP 6. Se non si chiarisce neanche ciò, è chiaro che si autorizza una truffa che continuerà, perché questa è una truffa legalizzata,
niente di più e niente di meno (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro, Partito Democratico e Italia dei Valori)!"
19 giugno
2008
Sergio Pacillo
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