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ma a che serve la raccolta differenziata ?
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wikipedia - trattamento biologico-meccanico della RSU

Per raccolta differenziata si intende un sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani differenziata per ogni tipologia di rifiuto.

 

Non è facile stabilire la composizione media dei rifiuti, perché questi variano con la zona, la ricchezza e le abitudini della gente, nonché con la produzione industriale del luogo.

 

La produzione giornaliera per abitante è un dato abbastanza incerto ma ultimamente si aggira tra  1,2 e 1,44 kg al giorno.

 

Contenitori tipici per la raccolta differenziata sono le campane, destinate solitamente alla raccolta del vetro o della plastica,  e bidoni o bidoncini, destinati alla raccolta per carta e cartoni, pile,  farmaci, metalli, ecc..

 

La raccolta differenziata può essere affidata al buon senso dei cittadini o può essere  effettuata con un sistema Porta a Porta.

 

La nuova normativa prevede l'obbligo di raggiungere il 65% entro il 2010.

Entro il 2006 tutti i  Comuni erano obbligati a raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti solidi urbani (RSU). In origine, tale percentuale era da raggiungere nel 2003.

La nuova normativa prevede l'obbligo di raggiungere il 65% entro il 2010.

In Italia esistono molti Comuni, spesso piccoli, che ottengono ottimi risultati di materiale differenziato (superiori all'80%). Tra le grandi città con più di 500.000 abitanti il primato spetta a Torino, che nel 2007 ha raggiunto il 40,7% di raccolta differenziata.

Però la raccolta differenziata non è un obiettivo finale. Essa è solo un mezzo per agevolare il riciclaggio delle materie prime secondarie ed i composti organici che sono venduti alle industrie. La validità della raccolta differenziata presuppone quindi l'esistenza di aziende capaci di preparare le materie prime derivate da vendere a prezzi competitivi alle  industrie di trasformazione.

Una grande quantità di rifiuti è dovuta agli imballaggi, che possono arrivare a costare anche il 30% del prodotto finale e rappresentano circa il 40% della spazzatura.

I rifiuti da imballaggi  sono facilmente differenziabili e riciclicabili.

Con il Decreto Ronchi si è dato inizio anche in Italia ad un sistema di gestione dei rifiuti da imballaggio fondato sul principio di collaborazione tra i produttori d’imballaggi, gli utilizzatori dei prodotto imballati e gli operatori del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI).

Cosicché i produttori d’imballaggi pagano al CONAI  una somma in proporzione alla quantità degli imballaggi prodotti: in alternativa offrono particolari garanzie, dimostrando  di ritirare e di riutilizzare gli imballaggi.

 Il CONAI utilizza la somma versata per coprire le spese della raccolta differenziata, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti.

Le cooperative che gestiscono la raccolta differenziata ricevono quindi dei contributi dal CONAI per una certa quantità di rifiuto raccolta e consegnata. Per esempio il Comune di Beinasco affida alla ditta San Germano la raccolta della plastica, che la porta alla ditta DEMAC. Il costo per il servizio di raccolta è nullo, in quanto è calcolato complessivamente. Il costo dello smaltimento è nullo e la ditta S. Germano usufruisce dei contributi CONAI, pari a 121,00 €/tonn., se il rifiuto non è completamente puro, o a 215 €/tonn. se il conferimento viene fatto correttamente.

Immaginiamo ora che la ditta DEMAC non abbia più capienza nei suoi depositi per accettare la plastica. La ditta San Germano non saprebbe dove depositare i rifiuti raccolti e sarebbe tentata a sversarli in un centro di raccolta  indifferenziata.

Questo non accade a Beinasco, ma altrove è accaduto e probabilmemte continua ad accadere.

In alternativa alla raccolta differenziata c'è il TMB (trattamento meccanico-biologico), che utilizza una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti  indifferenziati e che sfrutta l'abbinamento di processi meccanici a processi biologici, quali la digestione anaerobica e il compostaggio. La frazione umida (l'organico da bioessiccare) viene separata con appositi macchinari dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti, ecc.); quest'ultima frazione può essere in parte riciclata oppure usata per produrre CDR (combustibile derivato dai rifiuti), rimuovendo i materiali incombustibili. Ma ci sono aziende capaci di riciclare fino al 99% i materiali, come quello di Venelago in Italia, che ancora non lavora, però, la frazione umida.

Appare evidente il vantaggio delle tecnologie TBM, che oltre a non bruciare nulla, snelliscono la raccolta e garantiscono un risparmio economico evitando di ricorrere alle aziende di raccolta differenziata, tra le quali quelle ormai di moda "A PORTA A PORTA".

 

13 luglio 2008                                                 Sergio Pacillo

 

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