Quanto tempo occorre ma soprattutto quale spesa serve, per smantellare una centrale nucleare?
Si leggono in giro cifre molto diverse
tra loro, da capogiro da parte di certi ambientalisti o molto ridicole da parte di certi nuclearisti.
Possiamo tentare di avere un
riferimento abbastanza attendibile se analizziamo quello che sta costando e costerà lo smantellamento della ex centrale nucleare di
Caorso, di 830 MW.
Il reattore fu spento nel 1986, fu chiuso definitivamente nel 1990 ed ha smesso di funzionare definitivamente nel
1998.
Dentro la centrale, nel 2004, continuavano a lavorare 160 persone, tra ingegneri, tecnici, operai, addetti alle pulizie e alla
sorveglianza, senza produrre nemmeno un chilowatt di energia, con un costo alla collettività di 150 mila euro al giorno.
A quel tempo,
il responsabile dell’impianto, l’ing. Luigi Ghioni, intervistato, riteneva che si sarebbe dovuti giungere al 2016 per vedere il termine
dei lavori.
Secondo Massimo Scalia, docente all'università La Sapienza di Roma, ci sarebbero voluti almeno dieci anni di più.
L’anno
successivo gli impiegati furono ridotti a 145 e non so dirvi il numero dei dipendenti alla data odierna.
Nel mese di luglio di quest’anno Despe, a capo di un'associazione temporanea di imprese con Ansaldo nucleare e Techint, si è aggiudicata la gara indetta dalla Sogin
per smantellare l'edificio turbina della centrale nucleare di Caorso.
Il contratto riguarda lo smantellamento e la decontaminazione
di circa 6.000 tonnellate di materiale metallico. Le attività saranno avviate nella prima metà di agosto ed avranno una durata di
30 mesi. Lo smantellamento dell'edificio turbina consente di consolidare l'accelerazione del decommissioning, che si concluderà probabilmente
nel 2019.
Dalla sua inattività al termine del decommissioning, se tutto andrà bene, ci vorranno trentatré anni.
Per non scontentare
qualche nuclearista, diciamo allora che ci vogliono mediamente venticinque anni.
A calcolo fatto, ecco determinato il costo di smantellamento
presunto della centrale di Caorso: 1.350.000.000 di euro!
In Italia ci sono altre centrali nucleari che benché siano di potenze minori,
devono essere smantellate alla pari di quelle di Caorso. Presuppongo che il costo ed i tempi siano proporzionalmente analoghi.
Belle
somme, eh?!
Giustamente, qualcuno sta già pensando di riattivarle tutte e quattro, dimenticando, forse, che, all’epoca del referendum, la Centrale del Garigliano era stata già chiusa nel 1982 e quelle di Latina e di Trino stavano per andare in pensione per raggiunti
limiti di età.
Sulla base dei dati riferiti al caso di Caorso, mi sembra di poter fissare per una centrale da 1GW un costo di smantellamento
compreso tra i 500.000.000 e 1.000.000.000 di euro.
In questo caso il costo al kWh dello smantellamento per trent’anni di esercizio
della centrale sarebbe compreso tra 0,23 e 0,46 c€/kWh, con un costo medio, perciò, di 0,35 c€/kWh.
Per procedere allo smantellamento
delle centrali italiane chiuse dopo il 1987, che fornivano una potenza di 1,3 GW, fu creata nel 1999 un’apposita azienda, la Sogin.
Per finanziare questa azienda i cittadini italiani pagano circa 150 milioni di euro l’anno, prelevati direttamente dalla bolletta
sotto
I lavori di smantellamento delle centrali dureranno ancora circa dieci anni.
Quindi per smantellare le centrali nucleari
italiane, che avevano una potenza complessiva di 1,3GW, occorreranno circa 3.000.000.000 euro, nella durata di venti anni,
che corrisponde poi, più o meno, alla vita una centrale nucleare.
Poiché l’energia annuale prodotta dalle nostre centrali sarebbe stata
di circa 11.400.000.000 kWh, possiamo concludere che, attraverso il meccanismo della voce A2 sulla bolletta elettrica, gli italiani
stanno pagando lo smantellamento delle centrali nucleari al costo di 1,32 c€/kWh.
Salta subito all’occhio che questo valore è circa
quattro volte più grande di quello calcolato qualche rigo fa, che ammonta a 0,35 c€/kWh.
Pur considerando le dovute approssimazioni,
i conti non tornano affatto!
Immaginate un po’ che l’Università di Pisa ha fissato un costo per lo smantellamento delle centrali nucleari
ed il ripristino dei luoghi al valore di 0,05 c€/kWh!
A titolo esemplificativo:
nell’UK lo smantellamento del reattore a gas di Windscale, un piccolo impianto 32 MW, è costato 117
milioni di euro;
in Germania lo smantellamento della centrale di Niederaichbach da 100MW è costato circa 90 milioni di euro;
in
Francia lo smantellamento della Brennilis Nuclear Power Plant, un impianto da 70 MW, è già costato 480 milioni di euro (20 volte i
costi stimati) e dopo vent’anni è ancora incompleto.
Secondo un rapporto dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico
publicato nel 2003, i costi per la maggior parte dei PWR occidentali erano di $ 200-500/kWe, dei VVER dell'Europa dell'Est attorno
ai $ 330/kWe, per i BWR tra $300-550/kWe, per i CANDU $270-430/kWe.
Molto superiori sono i costi dello smantellamento dei reattori
refrigerati a gas, come il Magnox di Borgo Sabotino nei pressi di Latina, a causa della maggior quantità di materiali radioattivi
e della grafite, altamente infiammabile, che raggiungevano i 2.600 dollari/kWe per alcuni reattori Magnox inglesi.
La decontaminazione
e lo smantellamento dell'impianto di riprocessamento UP1 localizzato a Marcoule dureranno 40 anni e si calcola che possano arrivare
a costare 5.600 milioni di euro, costo praticamente paragonabile a quello di costruzione.
Lo smantellamento degli impianti nucleari, detto anche nuclear decommissioning, si differenzia da quello delle centrali di potenza
convenzionali per la presenza di materiale radioattivo o fissile che richiede precauzioni particolari, per la decontaminazione del
personale e delle attrezzature e per le procedure di trasporto e di stoccaggio severe e molto costose.
Una volta che la centrale viene
smantellata, non deve persistere la possibilità di incidenti coinvolgenti la radioattività, o qualsiasi altra potenzialità di danno
causato dalle strutture del reattore ai visitatori del sito.
Per lo smantellamento sono previste tre opzioni: smantellamento immediato,chiusura al sicuro e tombamento.
L’art. 37 del Trattato Euratom obbliga ogni stato membro dell'Unione europea a comunicare alcuni dati
relativi ad ogni eventuale previsto rilascio di sostanze radioattive alla Commissione ed in base a questi dati la Commissione
deve essere in grado di stabilire l'esposizione di gruppi campione della popolazione nei paesi più vicini.
I costi di smantellamento variano dal tipo di centrale, dalla sua potenza, dalla nazione e dalle compagnie preposte ai lavori.