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Si definisce annessione ogni modificazione del modo di essere di uno stato, consistente nell'ampliamento del suo territorio a spese di quello di un altro stato.

Nella storia, le annessioni non sono state sempre pacifiche e quindi non sono state sempre accettate facilmente dai popoli annessi, ma paradossalmente risultano quasi tutte confermate con atti plebiscitari.










Famosa l'annessione nel 1939 dell'Austria alla Germania da parte delle truppe naziste.

In senso lato si possono concepire come annessione tutte le azioni derivanti dal congiungere con la forza una cosa ad un'altra.

Casini non si lasciò annettere

L’Udc non aderì all’invito di Berlusconi e Fini di entrare nel PdL e di rinunciare al suo simbolo. Questo tutti lo hanno capito.

Non tutti però hanno capito perché Casini avesse continuato ad usare il termine “annessione”.

E non tutti hanno apprezzato lo sforzo che il leader dell’Udc fece, inutilmente, per aprire una discussione sul momento storico che stiamo vivendo.

Il popolo italiano è andato al voto con una legge elettorale di tipo bulgara ,che non ha consentito ai cittadini di scegliere i propri candidati e che ha bloccato drasticamente qualsiasi spinta di rinnovamento dal basso.  

A sinistra, con una specie di consultazione di massa, senza un vero e proprio dibattito sui valori etici, i due partiti più grandi si sono fusi, mostrando i muscoli, ed hanno eletto a leader Veltroni, già sindaco di Roma, il quale ha consegnato la sua eredità al ministro Rutelli, ex sindaco della Città Eterna. Praticamente, in nome del rinnovamento, volevano scambiarsi i posti e non ci sono riusciti

A destra, il liberista Berlusconi ha fatto nascere il PdL, lasciando scatenare le ire di Casini e Fini, il quale, però, appena sciolte le camere, senza alternative ma già sicuro della vittoria, vi confluì senza batter ciglio e senza peraltro sciogliere AN.

Iniziava così il braccio di ferro con un netto vantaggio della destra.

Ma Casini, invitato a salire sul treno del vincitore e ad abbandonare il suo simbolo, ribadiva più volte di non lasciarsi annettere e di non sciogliere il partito.

Berlusconi tentava di smussare gli angoli. Quale annessione, ribadiva più o meno dalla tribuna di Porta a Porta, gli chiediamo solo di aderire spontaneamente, come spontaneamente ha aderito FI.

Si. FI aveva aderito spontaneamente, ma solo a se stessa ed a Berlusconi.

Casini continuava a ribadire fino alla nausea di non lasciarsi annettere, ma non si aprì nessuna discussione sull’uso del termine.

Con una certa noncuranza, tutti, compresi i più attenti osservatori, fecero finta di tollerarne l’uso improprio lasciandolo passare come un’improprietà di linguaggio.

Casini si era chiesto perché mai un partito che si definiva liberista come il PdL temesse le diversità, tenne duro e coraggiosamente rimase fuori.

In realtà, Casini tentò di smascherare la corsa del PD verso il Centro lasciato libero dal PdL fortemente radicalizzato a destra e sperava di ridare vita ad una coalizione di moderati e cattolici, capace di riappropriarsi dello spazio politico che appartiene loro di diritto: il Centro.

Nella stessa direzione andarono la Rosa Bianca di Tabacci ed tentarono di andare  l’Udeur di Mastella, che per quanto dir si voglia, fu l’unico a difendere i valori dei moderati e dei cattolici nel governo Prodi.

Ci sono fondati timori che la gente non abbia capito proprio niente.

Speriamo che nel futuro prevalgano ragione e buon senso.

www.scudocrociato.altervista.org
ult. agg. 27/5/08
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