Ieri 25 giugno il ministro alle attività produttive, Claudio Scajola, ha annunciato di voler eliminare la tassa sommersa del
30% dovuta allo scotto che paghiamo per importare l’energia elettrica dall’estero.
Io non ne mai sentita una più grande!
L’energia elettrica
che importiamo è il 15% del fabbisogno complessivo.
Il 30% del 15% è uguale al 4,5%.
Quindi il costo dell’energia elettrica dovrebbe
essere maggiorato del 4,5% per effetto dell’importazione.
Ma non tutta l’energia che importiamo è di origine nucleare.
L’energia elettrica
importata di fonte nucleare si aggira, al massimo, intorno al 10% del fabbisogno.
Quindi quel benedetto costo aggiuntivo scenderebbe
al 3%, cioè i 2/3 di 4,5%.
Ma non tutta l’energia consumata è elettrica.
Quella non elettrica (trasporto, riscaldamento, ecc...)
va sotto il nome di energia termica ed il suo consumo corrisponde più o meno a quella elettrica.
Quindi il maggior costo che paghiamo per effetto dell’importazione sarebbe del'1,5%, cioè 3/2.
Ma non finisce qui, perché il costo dell’energia che incide sui prezzi
delle merci, volendo abbondare, è del 7%.
Bene il 7% dell’1,5% è circa lo 0,01 %.
Quindi, quando facciamo la spesa, su ogni 10 €, un centesimo lo dobbiamo al costo che sopportiamo per dover importare energia nucleare dall’estero.
Per la teoria delle propagazioni degli errori, se io avessi fatto un errore del 10% su ogni percentuale indicata, il risultato finale avrebbe un errore del 50%, cioè quel centesimo pagato su ogni dieci diventerebbe, nel caso peggiore di 1,5 centesimi, ovvero, quella tassa sarebbe dello 0,015%.
Quindi, la "tassa nascosta" che Scajola si accinge a togliere, in realtà è una tassa dello 0,015%, quasi una "tassa fantasma"..
Conclusione. Scajola toglierà una tassa che non c'è.
Invece mi sarebbe piaciuto sentire da Scajola quanto
costerebbero agli italiani le centrali nucleari che vuole installare, visto che l’ENEL ha comunicato che è pronta a partire soltanto con
una parte dei finanziamenti, ovvero quanto stanno costando giornalmente le centrali nucleari dismesse, compresa quella del
Garigliano bloccata prima del referendum per guasti all’impianto di raffreddamento.
Dulcis in fundo. Perché Scajola non dice che il
nostro paese ha paradossalmente un certo esport di energia di poco inferiore al suo relativo import?
Forse forse quel centesimo di
€uro su ogni dieci lo è solo su ogni cento!
L’aumento del costo della vita e dei prezzi è dovuto quindi a tutti altri meccanismi e non all’energia nucleare che fortunatamente non abbiamo.
26 giugno 2008
Sergio Pacillo