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Benito Mussolini visto da Youtube: il consenso
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Il 20 marzo 1945, a Trimellone, isola sul lago di Garda, Mussolini rilascia l'ultima intervista al giornalista Ivanoe Fossani.
Trascrivo alcune frasi dell'intervista che ritengo molto significative ed attuali :
....Difatti da secoli e secoli l'umanità ripete gli stessi errori e li sconta con il sangue....
....Io non ho creato il fascismo, l’ho tratto dall’inconscio degli italiani.
Se non fosse stato così, non mi avrebbero seguito per vent’anni....
....Altri potrà dominare con il ferro ed il fuoco non con il consenso, come ho fatto io....
....A rigore di termini non sono stato neppure un dittatore, perché il mio potere di comando coincideva perfettamente con la volontà di obbedienza del popolo italiano....
....Colpa mia, del mio carattere, dell’ascendente che esercitavo sugli uomini fino a paralizzare le loro personalità?
Fatto sta che nessuno è venuto a dirmi: “rinuncio alla mia carica perché non condivido il vostro punto di vista”.
...La parola genio mi veniva ripetuta anche cento volte al giorno anche da persone che nel campo del pensiero occupavano posti più alti....
....Dopo la sconfitta sarò furiosamente coperto di sputi, ma poi verranno a cercarmi con venerazione ed allora sorriderò perché il mio popolo sarà in pace con se stesso....
Io non ho creato il fascismo, l’ho tratto dall’inconscio degli italiani. Se non fosse stato così, non mi avrebbero seguito per
vent’anni....
Altri potrà dominare con il ferro ed il fuoco, non con il consenso, come ho fatto io.
ultima mod e corr. 06/11/09
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La storia è in continua evoluzione ma purtroppo ci sono ritorni di situazioni che sembrano superate.
In tal senso si può parlare di "corsi e ricorsi storici", i quali non rappresentano però una legge universale, né tanto meno necessaria, ma sono una possibilità oggettiva.
Si corre il rischio che il ricorso possa realmente verificarsi quando il dominio della ragione cade nell’astrattezza, ovvero quando il sapere inaridisce e quando la memoria del passato cade nell'oblio.
Nel tempo in cui ciò si verifica, l’uomo è senza radici e si crede artefice arbitrario della propria storia.
Quando G- Vico parla di "corsi e ricorsi storici" non intende dire, come comunemente si pensa, che la storia si ripeta, ma, piuttosto, che l'uomo dimostra di essere sempre uguale a se stesso, nel cambiamento delle situazioni e dei comportamenti storici.
Ciò che sembra presentarsi come nuovo nella storia è sempre paragonabile per analogia a ciò che si è già manifestato.
La storia, dunque, è nel contempo sempre nuova ma sempre eguale.
E' forse un modo che ci viene regalato per rivivere o comprendere meglio il passato, che altrimenti ci rimarrebbe oscuro.