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La politica è l'arte e la scienza del governare, ovvero la teoria e la pratica che hanno per oggetto l'organizzazione e l'amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica.

In un sistema democratico, la responsabilità del suo fallimento ricade innanzitutto sui governanti.
Però, anche se in proporzioni diverse, nessun cittadino può esimersi dalle proprie responsabilità.

La politica può fallire per inefficienza, per incompetenza, per imprevisti o per collusione.

E' paradossale, ma è proprio in quest'ultimo caso (la collusione) che la responsabilità dei cittadini assume una valenza particolare.

Esiste, infatti, una responsabilità indiretta anche degli elettori del politico colluso, se nel voto hanno cercato una via privilegiata per un posto di lavoro, un concorso, un trasferimento, una promozione, un appalto.

Sono pochi quelli che possono dire a voce alta:
Io non c'entro.
la rosa bianca della LIBERTA' E SOLIDARIETA'

Molte famiglie sono alla fame.

I salari degli operai sono fermi rispetto ai profitti delle imprese, cosicché il divario tra i ricchi ed i poveri continua ad aumentare di giorno in giorno.

Sin dalle prime battute della campagna elettorale i grandi partiti hanno fatto capire di  aumentare i salari e ridurre le tasse.

Ci ha creduto oltre l'80 % degli elettori, premiando i due poli che si sono contese queste promesse !

Meno male che qualcuno ha preso le distanze da un certo modo di fare politica, scommettendo sulla capacità di riflettere degli italiani, piuttosto che sulla bontà delle promesse.

L'11 febbraio fu presentato il simbolo con la rosa bianca e la dicitura "LIBERTA'  E SOLIDARIETA".

Bruno Tabacci, esagerando, aveva promesso sul suo blog di “…far saltare il tappo di questo bipolarismo che è insopportabile….”.

Ma Tabacci, Baccini e Pezzotta non sono riusciti nel loro intento.

Baccini, tra l'altro, è volato sul carro del vincitore

Non sono bastati l’impegno, il coraggio e la mobilitazione di un certo pezzo del paese moderato e cattolico.

Dalla scena politica sono scomparsi i rappresentanti dei partiti storici, come Rifondazione, i Socialisti, i Verdi, ma in compenso non si è riusciti a bloccare la corsa di certi personaggi, che, dopo aver occupato stabilmente gli spazi dei partiti, averli smantellati ed essersi riciclati nelle nuove formule politiche, hanno chiesto ed ottenuto voti in nome del rinnovamento, del cambiamento, dello sviluppo e del lavoro.

Non siamo riusciti a rompere il vetro della diffidenza ed a fornire la speranza che cambiare si può..

Poiché cambiare si può, l'impegno continua.

Ma, comunque, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed al suo Governo i miei migliori auguri.

21 aprile 08                                                                                    Sergio Pacillo

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