CITTA' NUOVE (o il suo acronimo CN DUEMILA) è innanzitutto un movimento di idee e di persone nato per opera di un gruppo di amici nel 1993.
Costituitasi in associazione con registrazione n. 854 avvenuta in Benevento il 21.3.94, si cimentò negli anni successivi in alcune elezioni amministrative, fornendo ad alcuni suoi componenti quella passione per la politica che poi li ha portati a ricoprire cariche anche importanti nelle loro realtà.
Al suo attivo ha avuto diverse manifestazioni, soprattutto nel campo dell'arte, alcune molto significative, come LIberArti, patrocinata dal Ministero di Grazia e Giustizia nel 1996.
Il sito è personale e trae il suo nome dal movimento CITTA’ NUOVE.
Questo movimento nacque a Benevento negli anni ’90 con lo
scopo primario di promuovere l’innalzamento del benessere della persona umana e lo studio delle sue limitazioni e delle sue compatibilità
con l’interesse collettivo e con l’ambiente.
Esso affermava come elementi fondamentali del benessere dell’individuo la morale, la salute
e l’arte e individua come strumenti necessari per il suo sviluppo il rispetto e la protezione dell’ambiente naturale, la cultura,
il lavoro, la tecnica, la scienza, l’economia e la politica, quest’ultima vista solo come servizio.
L’attività politica era mirata
allo studio ed all’applicazione dei principi fondamentali che riguardano la convivenza dei cittadini ed il valore della loro partecipazione
imprescindibile alla determinazione degli indirizzi e dei provvedimenti concernenti la vita pubblica.
Il momento sembrava talmente
grave e cruciale che CITTA’ NUOVE chiamava a raccolta tutte quelle forze sane e fino allora distanti da un certo modo sbagliato di
intendere e fare politica, affinché, al di là delle ideologie che avevano sin troppo appiattito gli uomini e le civiltà, sentissero
il bisogno di partecipare attivamente alla vita politica delle città e della nazione.
In quella fase di ricostruzione morale ed economica
CITTA’ NUOVE considerava la sua attività uno strumento di impulso e di controllo importante per fornire linfa rigeneratrice alla società
moderna europea, mediante la formulazione di opportuni progetti di risanamento e di sviluppo, secondo le necessità del momento e gli
schemi che di volta in volta saranno analizzati.
Ma i più non ascoltarono.
Nel
marasma generale elettorale, in cui domina l'incertezza, si moltiplicano gli insulti e si scaricano le responsabilità, continua
a regnare tra la gente un profondo stato di sfiducia e rabbia.
Quello che ha partorito questo bipolarismo è già corrotto e invecchiato,
partendo dal federalismo fiscale.
Ora più che mai è necessaria la ricostruzione del Centro politico.
Non una nuova DC o i resti dell'UdC,
ma un Centro politico alternativo al duopolio partitico esistente, che sia capace di organizzare forze fresche provenienti dalla società
civile e dalla gente comune, che sia portatore di nuova linfa e di fondata speranza.
Non occorrono grandi leader, non occorrono grandi
investimenti, perché un pezzo di Centro è già in ognuno di noi.
Al più presto il Centro deve ricompattarsi, lasciando a destra ciò
che appartiene alla destra e a sinistra ciò che appartiene alla sinistra.
Il Centro è centro e non può vivere diviso. Deve solo ritrovare
la forza di ricompattarsi nei valori che gli appartengono: i valori dell'unità nazionale, della tolleranza, della moderazione, della
famiglia, della cristianità della vita.
21 aprile 2008 (data 1^ edizione)
Sergio Pacillo
Sicilia docet
E' talmente ingarbugliato
e sottile il confine tra etica, politica, economia, bisogni ed aspettative sociali che, nonostante tutto, se oggi dovessimo ritornare
alle urne il PDL aumenterebbe probabilmente i suoi consensi, e questo solo perché manca una valida e credibile alternativa politica.
Sicilia docet.
Allora quale potrebbe essere la via d'uscita?
Una sola, io credo.
Quella della perseveranza e del richiamo instancabile,
fatto innanzitutto a noi stessi, delle priorità etiche, quali premesse indispensabili da anteporre alle soluzioni dei problemi sociali.
ed economici.
Non vorrei però che facessimo come il rappresentante giapponese in seno alla FAO, per il quale le soluzioni da trovare
per porre fine alla fame del mondo, più che rispondere al bisogno di sfamare gli affamati devono rispondere alla necessità di evitare
ribellioni di questi popoli sfortunati contro quegli altri che, come il nostro, guazzano ancora in un generalizzato benessere.
Veltroni,
sceso dall’Aventino, ha tentato una certa opposizione.
Il PD ha cercato di rinnovarsi, ma si sta già sfaldando, perdendo pezzi importanti.
Berlusconi
potrà inciampare sui piedi di Bossi e il PDL, prima o poi, si scioglierà come neve al sole.
Quel giorno il Centro, con o senza Casini,
con o senza Cesa e Cuffaro, non dovrà farsi trovare impreparato.
18 giugno 2008 (data 1^ edizione)
Sergio Pacillo