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il federalismo? no grazie
Il federalismo è il fatto per cui più stati si uniscono in confederazione o uno stato si costituisce in stato federale.

In epoca risorgimentale mirava ad unire gli stati italiani in un organismo centrale dotato di ampi poteri in politica estera e militare e capace di dirigere i mercati economici.

Rimasto senza concreta attuazione perchè superato dalla forza della propaganda unitaria di Mazzini, qualche trentennio fa il federalismo rinacque con virulenza in Italia settentrionale, puntando il dito contro gli immigrati e contro Roma.

Minacciata la secessione nel 1996, raggiunti gli alti scanni dell'Urbe, i suoi rappresentanti mirano oggi attraverso la devoluzione a far trasferire alle Regioni molte competenze dello Stato, tra le quali si annoverano quelle in materia tributaria ed in materia di polizia locale.
Da diversi anni, ormai, si parla con una certa leggerezza di federalismo, di minacciata secessione e di devoluzione.
Proviamo a riflettere sugli sconvolgimenti che una sola delle tre soluzioni potrebbe determinare.

Il federalismo presuppone l’esistenza di più stati tra loro distinti (e non è il nostro caso!) che mirano alla loro unione sotto una costituzione comune. L’Italia è governata da una Repubblica indivisibile e perciò il federalismo significherebbe frantumazione, tassazioni differenziate, aumento del divario della ricchezza tra le regioni, progressiva distruzione di una cultura italiana e politiche economiche differenziate che rafforzerebbero gli altri stati, partendo da quelli confinanti.

La secessione è il distacco più o meno violento di un gruppo dall'unità sociale o politica, implica l'esistenza di una forte discordanza tra gli interessi perseguiti dalle diverse componenti e separerebbe ciò che si è tenuto unito in oltre un secolo con il sacrificio ed il sangue degli avi.

Con la devoluzione, che è un termine usato solo di recente nel linguaggio politico, lo stato cederebbe molti dei suoi poteri alle regioni. Queste, legiferando autonomamente nelle materie devolute, determinerebbero in poco tempo un grande caos su tutto il territorio italiano a causa delle norme applicate diversamente da regione a regione.

Ritenere che con il federalismo, la secessione o la devoluzione si possano guarire o arginare i problemi esistenti è molto sbagliato, in quanto i mali attuali dell'Italia sono dovuti per lo più all’incompetenza, all’improvvisazione ed alla corruzione, riguardante quest’ultima la degenerazione dell’animo umano, e non al sistema-Italia, che, seppure imperfetto, ha consentito alla nostra Nazione di essere annoverabile tra quelle più progredite dell’intero globo.
Per di più, nessuna delle tre ipotesi potrebbe arginare il malessere socio-politico o il dissesto economico in cui versiamo.

E' facile parlare di federalismo, secessione o devoluzione puntando il dito sui punti che dividono, facendo leva sulle differenze, riscaldando gli animi e seminando discordie per motivi egoistici o di parte.
Il difficile è trovare i punti che uniscono !

Piace qui riportare un passo della Giovine Italia, con cui da Marsiglia, nel giugno del 1831, si proclamava la necessità di un’Italia unica e repubblicana.
“La Giovine Italia è unitaria: perché senza unità non v’è veramente nazione, perché senza unità non v’è forza, e l’Italia circondata da nazioni unitarie, potenti e gelose, ha bisogno innanzitutto d’essere forte perché il federalismo … la porrebbe sotto l’influenza necessaria d’una o d’altra nazione vicine, perché il federalismo ridando vita alle rivalità locali ... spingerebbe l’Italia a retrocedere verso il medioevo, perché il federalismo, smembrata in piccole sfere la grande sfera nazionale, cederebbe il campo alle piccole ambizioni e diverrebbe sorgente d’aristocrazia, perché, distruggendo l’unità della grande famiglia italiana, il federalismo distruggerebbe dalle radici la missione che l’Italia è destinata a compiere nell’umanità”.

Sembra allora che, ormai nel terzo millennio, alcuni personaggi o hanno le idee confuse o con scaltrezza tendono a confonderle agli altri!
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