In senso lato si può definire rifiuto ogni atto con il quale si decide di non accettare o ricevere qualcosa, specialmente se un'offerta, un dono o una proposta, ovvero, se la cosa la si possiede il rifiuto è l'atto di deporla o abbandonarla.
In senso concreto costituiscono la massa dei rifiuti tutti gli oggetti o le cose che si buttano
via, perché ritenute non più servibili o non più utilizzabili per l'uso al quale sono destinati o per un qualsiasi altro uso.
I rifiuti prodotti da una comunità sono detti RSU (rifiuti solidi urbani) e sono di norma raccolti e depositati o in una discarica in un modo non seleziato o in più discariche selezionate per tipologia di rifiuto.
La raccolta ha un costo sociale.
Sorprende che questo costo in Italia possa andare da 1 a 25€/tonn.
Ma sorprende ancora di più il divario del costo nel resto d'Europa che arriva fino a 95€/tonn in Austria, mentre in Germania è gratuita per gli utenti.
La tecnica di smaltimento è diversificata tra regioni e regioni.
I rifiuti costituiscono comunque una ricchezza, per l'energia che contengono, per le materie prime che si possono trarre da essi, per il loro ritorno al terreno sotto forma di fertilizzante.
Sembrerebbe quindi evidente che il costo della raccolta e dello smaltimento dei RSU dipenda dalla capacità che hanno gli organi preposti di organizzarne il riciclaggio.
La Codisam s'incatenò
Alcuni cittadini di Sant’Arcangelo Trimonte rimasero incatenati davanti alla Prefettura di Benevento per protestare contro la nuova discarica regionale, i cui lavori sono purtroppo già incominciati.
Esiste un impianto di smaltimento di rifiuti a Carini (Palermo), provvisto di tutti i requisiti, che ha dovuto chiudere per assenza di committenza, benchè richiesta sin dal 2004, perché qualcuno si è rifiutato di trasportarvici i rifiuti.
La notizia è stata documentata ampiamente da Striscia la notizia il 27 marzo 2008
Nel sito della Codisam si legge che si incatenarono davanti alla Prefettura di Benevento :" Per lanciare un preciso segnale : per dire che oggi in Campania i cittadini hanno perso i diritti garantiti dalla Costituzione e sono diventati schiavi. Una schiavitù provocata - contro i principi dello stato di diritto – dal protrarsi per 14 anni delle “procedure di emergenza” che consentono ai commissari straordinari nominati dal Governo di agire in deroga ad ogni legge dello Stato.
Le procedure di emergenza, infatti, se ben utilizzate, sono uno strumento utile e prezioso per risolvere situazioni emergenziali. Ma che cosa significa “ben utilizzate”?
Quello che dice la legge 225/1992 sullo stato di emergenza in caso di calamità naturali: cioè, che con una Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM) un commissario straordinario può agire “in deroga ad ogni disposizione vigente” ma sempre nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Il che vuol dire:
- che l’ “emergenza” deve essere limitata nel tempo e sul territorio;
- che ogni deroga richiede un’esauriente motivazione e deve essere puntuale (in quanto non è possibile derogare genericamente a un settore dell’ordinamento giuridico);
- che le competenze del commissario devono essere precisamente individuate per evitare che si
creino sovrapposizioni tra la struttura commissariale – per sua natura “temporanea” – e le strutture delle amministrazioni locali.
Invece, queste indicazioni della legge sono state stravolte in Campania dove l’abnorme durata della emergenza (14 anni!) e l’incontenibile quantità di OPCM (alcune emesse addirittura con cadenza settimanale!) hanno determinato un numero talmente imprecisato di “deroghe” e di “deroghe delle deroghe” da determinare oggi in Italia un doppio quadro dell’ordinamento giuridico: un ordinamento giuridico generale, fondato sul principio di legalità, ed un ordinamento giuridico parallelo che è quasi una contraddizione chiamare “giuridico” perché è una sorta di porta aperta alla deregulation più totale.
Infatti, a partire dall’ordinanza 2425 del 1996 - che affidava al commissario straordinario la stesura
del piano per la gestione dei rifiuti campani e la realizzazione delle opere necessarie - ai commissari per l’emergenza rifiuti è stato consentito in questi anni di operare in deroga a: alla normativa sulle espropriazioni e sui vincoli idrogeologici e paesistici; alla normativa sulla “partecipazione” da parte dei cittadini;
alla normativa sulla localizzazione delle opere pubbliche;
alla normativa in materia di rifiuti e alla normativa tecnica in materia di discariche;
alla normativa in materia di contrattualistica pubblica sia interna sia a livello comunitario;
alla normativa sull’impatto ambientale;
fino alla (ciliegina sulla torta) ordinanza del gennaio 2008 che non specifica più neanche le leggi alle quali il commissario può derogare, ma prevede addirittura una deroga generica.
Penso sia chiaro, a questo punto, perché ci opponiamo alla discarica prevista a Sant’Arcangelo Trimonte: perché il “modo” in cui la decisione è stata presa non tutela affatto i cittadini.
Pertanto, ci libereremo da queste catene solo quando - non dalla struttura commissariale, ma dalla futura amministrazione provinciale – la soluzione prevista sarà rivalutata nell’ossequioso rispetto della normativa vigente: sia italiana che comunitaria.
Ed ecco perché il sostegno che vorrai darci non sarà solo a nostro favore in quanto è
SOSTEGNO AL RIPRISTINO DELLA LEGALITA’ IN CAMPANIA"
ult. agg. 14/07/08
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