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L'innocuo vapore acqueo delle centrali nucleari
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Se un neutrone viene sparato contro un nucleo di uranio 235, questo, essendo particolarmente instabile, si scinde in due nuclei più piccoli, il cripto, il bario e due o tre neutroni.
Poiché la massa dei prodotti di fissione non è uguale a quella dell'atomo di partenza, vuol dire che una parte della massa si è trasformata in energia.
I neutroni emessi bombardano altri atomi di uranio, generando una reazione a catena che, se incontrollata, è esplosiva come nella bomba atomica.
Invece nei reattori nucleari la reazione a catena viene rallentata da barre di minio e raffreddatea ad acqua, cosicché l’energia prodotta viene convertita in altre energia termica.

Dell'energia termica prodotta solo una parte, generalmente il 30%, può essere trasformata n energia elettrica.

Ne consegue che, per poter raffreddare gli impianti, il 70% dell'energia temica prodotta da una centrale nucleare debba essere scambiata passivamente con l'ambiente esterno.
Generalmente, il liquido cui è affidata la funzione di raffreddare gli impianti è l'acqua dei fiumi, dei laghi o semplicemente del mare.

Attualmente, in Francia, per raffreddare le 59 centrali nucleari in funzione serve il 40% delle risorse idriche di tutto il paese.
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a Dimensione d'Uomo Europeo. Movimento Innovativo per il Lavoro e l'Ambiente
ult. aggiorn 22/09/08
energia
nucleare

    Il rendimento delle centrali nucleari è di circa il 30%.
   Questo vuol dire che il 70% dell'energia termica generata dai reattori nucleari deve essere smaltita nell'ambiente circostante, mediante appositi circuiti di raffreddamento.
   In genere il circuito di raffreddamento è formato da un gigantesca serpentina, che rappresenta il "condensatore" nel quale circola l'acqua prelevata da fiumi o laghi o direttamente dal mare, mediante potentissime pompe elettriche  dell'ordine di qualche MWatt.
   Il condensatore è immerso nel serbatoio in cui confluisce il liquido caldissimo proveniente dalla turbina, con lo scopo di raffreddarlo.
   Cosicché l'acqua prelevata dai fiumi, dai laghi o dal mare ritorna nell'ambiente esterno sotto forma di vapore acqueo, ovviamente caldissimo.
    Nascono due innocenti domande:
   1. "Quant'acqua immettono nell'atmosfera le centrali nucleari francesi sotto forma  di vapore acqueo?"
   2. "Quest'acqua immessa nell'atmosfera è benefica o dannosa?".
   Proviamo a dare una risposta alla prima domanda partendo da alcuni dati di nostra conoscenza.
    Una centrale nucleare da un 1GW immette nell'atmosfera circa 2.500.00 mc di vapore acqueo al giorno, che corrispondono a circa 0,9 kmc di vapore acqueo all'anno.
     Le 59 centrali nucleari francesi hanno una potenza complessiva di circa 63GW.
     Questo vuol dire che esse immettono nell'atmosfera 57 kmc di vapore acqueo all'anno.
     Sapendo che l'acqua che evapora annualmente sull'intero globo dalla terra emersa è di 70.000 kmc e che quella oceanica presente sulle terre emerse è di circa 40.000 kmc, facendo una semplice proporzione tra il valore della superficie del territorio francese e quello della superficie della terra emersa, si può affermare che  questi 57 kmc di vapore acqueo, aggiunti ai 353 kmc naturalmente presenti sul territorio francese, ne fanno aumentare l'umidità di circa il 16%.
    Ne consegue un aumento della piovosità, confermata dai dati statistici negli ultimi trent'anni sulla Francia e sulla bassa Germania  nell'ordine del 20%, con conseguenti disastri alluvionali anche notevoli.
    L'intensificarsi di queste precipitazioni sulla Francia e sulla bassa Germania ha ridotto di conseguenza il tasso di umidità  sulla Val Padana, generando una diminuzione della piovosità di circa il 20%, puntualmente confermata dai dati statistici  dell'ultimo trentennio.
    Per quanto poi riguarda la ripercussione di questo aumento di umidità sull'effetto serra, non tutti sanno che il principale responsabile di questo effetto è proprio l'umidità, che incide per l'80% su tutte le componenti.
   Per questa ragione, anche se il protocollo di Kyoto rivolge l'attenzione alle altre componenti meno incidenti percentualmente sull'effetto serra ma più durature nel tempo, non temo di ritenere che l'aumento della temperatura sul nostro globo e soprattutto sulla nostra Europa sia dovuto in buona parte proprio alle attività delle centrali nucleari per l'effetto della grande quantità di vapore acqueo che "innocuamente" immettono nell'atmosfera.   
   
   
  
   
   
   
   
   
 
   22 settembre 2008                                                       Sergio Pacillo
 
 
 
 
 
 
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da Wikipedia: centrali nucleari europee
http://it.wikipedia.org.
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