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Per centrale nucleare si intende normalmente una centrale nucleare a fissione, ovvero una centrale elettrica che utilizza uno o più reattori nucleari a fissione.

Il termine si può applicare anche alle future centrali a fusione, che impiegheranno un reattore a fusione nucleare; però la ricerca in questo campo non è stata ancora completata e sono stati ottenuti solo degli abbozzi di fusione controllata; pertanto l'opinione degli esperti dell'ITER è che non verranno costruite centrali a fusione prima del 2040.
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incidente nucleare in Slovenia

Il fabbisogno di energia elettrica di 41 GW di potenza elettrica lorda istantanea di cui l’Italia ha bisogno viene coperto per:

-     il 73,0% attraverso centrali termoelettriche che bruciano principalmente combustibili fossili prodotte da centrali termoelettriche italiane alimentate a gas naturale (60,5% del totale termoelettrico nel 2006), carbone (16,9%) e derivati petroliferi (12,9%). Percentuali minori (circa il 2,4%) fanno riferimento a gas derivati ed un generico paniere di "altri combustibili" (circa il 7%) in cui sono comprese diverse fonti combustibili minori (biomassa, rifiuti, coke di petrolio, Orimulsion, bitume e altri).

-     il 14,5% viene ottenuto da fonti rinnovabili (idroelettrica, geotermica, eolica e fotovoltaica).

-      la rimanente parte per coprire il fabbisogno nazionale é importata all'estero nella percentuale del 12,5%.(max 15%).

In una puntata di Porta a Porta, tenuta durante l'appena scorsa campagna elettorale, Giovanardi, per avallare la scelta del nucleare, faceva riferimento alle lampade dello studio televisivo accese grazie all’energia nucleare provenente dalla Francia.

Bene, poiché l’Italia importa dall’estero (Svizzera, seguita dalla Francia ed altri paesi) circa il 12,5 % dell’energia, e poiché non tutta l’energia proviente dalla Francia è di origine nucelare, cioè, poiché l’energia nucleare importata dalla Francia si aggira intorno al 6% del fabbisogno giornaliero nazionale, come ha fatto Giovanardi a dedurre la convenienza ad investire nel nulceare per non pagare alla Francia “tutta questa energia” che potremmo eventualmente produrre noi?

E molti hanno seguito con attenzione la logicità del suo ragionamento!

Ancora una volta ha prevalso l’ipse dixit telesiviso.

Purtroppo il nuleare non è ancora sicuro!

La fusione nucleare controllata è ancora lontana.

Mentre nel 1985 si stimava di poter installare la prima centrale elettrica a fusione nucleare controllata nel 2015, attualmente gli scienziati del progetto ITER hanno spostato quella data molto più in avanti, al 2040. Inoltre la ricerca attuale è ancora in dubbio circa la fattibilità stessa della messa in opera di un reattore commerciale a fusione per la produzione di energia elettrica con rendimenti continuativi accettabili.

Quello che oggi possiamo fare è puntare sul risparmio energetico e sulla ricerca delle fonti rinnovabili.

Un rotore eolico può produrre tra i 2 e 3 megawatt. .

Una centrale eolica che si rispetti ha circa 20 turbine e può sviluppare circa 50 MegaWatt.

In teoria, il fabbisogno nazionale di 41 Gigawatt potrebbe essere  soddisfatto da 800 centrali eoliche.

Ma, tornando a Giovanardi, per recuperare quel 6% di energia nucleare che importiamo dalla Francia, cioè 2 GigaWatt, basterebbero 40 centrali eoliche.

In Italia oggi ci sono molto di più di 40 centrali eoliche, ma non si capisce perché la percentuale di eolico prodotto non arrivi allo 0,8 %.

Il problema è che probabilmente la politica ha partorito un sistema sbagliato, con un costo di circa 15 milioni di euro per ogni centrale di circa 30 Megawatt, facendo nascere impianti in posti non idonei, vicino a centri abitati o dove non ci sono cavi per trasportare l'energia pulita e le turbine spesso non nascono dove c'è molto vento, ma dove c'è un sindaco che si lscia “convincere”.

Altro che nucleare!

18 maggio 2008                                                      Sergio Pacillo

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