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Nell’affrontare quest’argomento ci si può imbattere in un ginepraio d’informazioni e disinformazioni, se non altro per il fatto di prendere dei dati inconsapevolmente poco aggiornati o troppo di parte.

Ecco i riferimenti più significativi.

Secondo l’ENEL, i costi di costruzione di una centrale nucleare da 1700 - 1800 MW si aggirerebbero intorno ai 3,5 miliardi di euro[1].

Moody’s Investor Service ritiene che questi costi oscillino intorno ai 4,6 miliardi di euro[2].

L’E.On, il colosso tedesco dell’energia, afferma che oggi la costruzione di una centrale nucleare da 1 GW potrebbe costare intorno ai 6 miliardi di euro[3].

Per tentare di essere più realistici si può fare riferimento a quello che la stessa ENEL sta facendo in Slovacchia, dove, insieme  alla Slovenské Elektrarne cui partecipa al 66%, sta investendo dal 2008 la somma di circa 2,77 miliardi di euro per realizzare due centrali da 440 MW l’una[4].

Se i lavori termineranno senza rincari e ritardi rispetto al termine previsto del 2013, è lecito  ipotizzare che, facendo le giuste proporzioni, il costo di una centrale nucleare analoga da 1GW possa ammontare a circa 3,15 miliardi di euro. 

Sennonché, poiché i  costruendi reattori  non hanno sistemi di protezione  contro certi incidenti gravi come l’impatto di un aereo, l’opera ha bisogno di essere completata con un costo aggiuntivo di 2,8 miliardi di euro[5].

Di conseguenza la somma testé stimata va considerata al valore-somma complessivo di 6,33 miliardi di €.

Per capire se questa cifra possa essere considerata reale e congrua conviene vedere cosa accade al riguardo in altre parti del pianeta.

Si apprende che nel 2009, in Canada, l’offerta dell’Areva, il colosso atomico francese, che sembra si candidi a realizzare le centrali in Italia, è stata di 23,6 miliardi di dollari per due Epr da 1.600 MW, corrispondenti a circa 16,8 miliardi di euro al cambio attuali. Ovviamente il governo canadese ha rinunciato[6].

Facendo le dovute proporzioni, quindi, in Canada la costruzione di una centrale nucleare da 1 GW costerebbe 5,25 miliardi di €.

Negli Stati Uniti, dove il presidente Obama ha appena bocciato il nucleare per la sua dispendiosità, nel 2008 Progress Energy, per costruire due reattori sulla costa ovest dello stato, valutava un costo di 14 miliardi di dollari, ai quali ne andavano aggiunti altri tre per le infrastrutture di distribuzione: cioè 7.700 $/kW[7].

La Florida Power & Light prevedeva nel 2008 per costruire due nuovi reattori a Turkey Point, nel sud dello stato, una spesa di 24 miliardi di dollari, un costo per kW di 8.000 $[8].

Quindi non si sbaglia di molto se si afferma, in linea con la stima  dell’E.On tedesca, che oggi la costruzione in Italia di una centrale nucleare da 1 GW potrebbe costare intorno ai 6 miliardi di euro[9].

Vediamo ora quanto inciderebbe il costo di costruzione della centrale su quello dell'energia al kWh.

Una centrale del genere produrrà in un anno 8.760.000.000 kWh[10].

Dividendo il costo della centrale per l’energia prodotta in trent’anni di attività, avremo un costo di costruzione teorico di 2,28 c€/kWh.

A questo valore però vanno aggiunti i costi di ammortamento o ricapitalizzazioni, che per semplicità e senza esagerare, possono essere fissati a un tasso dell’8% per la durata complessiva di costruzione e di vita della centrale (35 anni).

Questo vuol dire che il titolare dei 6 miliardi di euro deve trovare semplicemente redditizio l’investimento del suo danaro nella costruzione della centrale. Se il titolare è una banca, esso pretende un interesse che in genere non è più basso del 10%, mentre se è la società stessa che gestirà l’energia, per esempio l’ENEL, ha tutto il diritto di ricapitalizzare il danaro speso per la costruzione con un utile minimo del 5%.

Fatti i dovuti calcoli, si scopre che questi interessi innalzano il costo di costruzione di una centrale nucleare a 3,97 c€/kWh[11].

In altre occasioni ho fatto i conti con parametri diversi ed ho sempre ottenuto risultati attestati intorno a quest’ordine di grandezza.

Perciò, pur sapendo di non avere mai una risposta, mi chiedo:

“Se il solo costo di costruzione di una centrale nucleare di 1GW, comprese le spese di ammortamento del capitale in 35 anni, ammonterebbe a circa 4 c€/kWh, come fanno alcuni eminenti personaggi, come la Marcegaglia al convegno di Capri dell’inizio di quest’anno, ad affermare che il costo dell’elettricità da nucleare possa avere un costo di soli 3 c$/kWh?”[12].

Questi risultati sorprendono ancorpiù se si pensa che secondo il Governo Francese, nel campo nucleare,  la gestione copre il 43% del totale e lo smaltimento dei rifiuti il 32%. Cioè, poiché i costi dell’investimento iniziale rappresentano quindi solo il 25% del costo complessivo di una centrale, si deduce che, se 6 miliardi di € sono l’investimento iniziale, il funzionamento di una centrale, una sola, costerebbe al contribuente 24 miliardi di €[13].

E non mancano gli italiani che sono favorevoli all’istallazione delle centrali nucleari  solo perché s’illudono di vedersi ridotta notevolmente la bolletta dell’elettricità!



[1] http://www.sinistraeliberta.it/inchiesta-sul-nucleare-i-costi-iniziali/

[2] http://www.sinistraeliberta.it/inchiesta-sul-nucleare-i-costi-iniziali/

[3] http://www.sinistraeliberta.it/inchiesta-sul-nucleare-i-costi-iniziali/

[4] http://www.finanzaeborse.it/tag/centrale-nucleare/

  http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/02/27/enel-repubblica-slovacca-mochovce/

[5]http://www.terranauta.it/a1355/greenpeace/slovacchia_manipolazione_nucleare_per_%20i_reattori_di_mochovce.html

[6]http://cianciullo.blogautore.repubblica.it/2009/07/19/canada-il-nucleare-triplica-i-costi/comment-page-1/

[7] http://qualenergia.it/view.php?id=983&contenuto=Articolo;

  http://www.sinistraeliberta.it/inchiesta-sul-nucleare-i-costi-iniziali/

[8] http://qualenergia.it/view.php?id=983&contenuto=Articolo

[9] http://www.sinistraeliberta.it/inchiesta-sul-nucleare-i-costi-iniziali/

[10] Per calcolare l’energia “E” (espressa in kWh) prodotta in un anno da una centrale dalla potenza di “P” di 1 GW basta fare E = Px365X24:1.000, ovvero

     E = 1.000.000.000.x365x24/1000.

[11] http://www.inetitalia.com/html/importo-rata-prestito.html

[12]http://www.pressante.com/ambiente-e-salute/1303-nucleare-italiano-tra-miopia-e-fantascienza.html

[13] http://www.sinistraeliberta.it/inchiesta-sul-nucleare-i-costi-iniziali/

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nucleare
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quanto costa costruire una centrale nucleare

da YOUTUBE: EuroNews - Intervista - Saeed Jalil

Il simbolo dell’uranio è “U”. Esso si presenta come un metallo bianco-argenteo, tossico e radioattivo, di poco più tenero dell’acciaio e 65% più denso del piombo. Il suo isotopo 235U trova largo impiego come combustibile nei reattori nucleari e nelle armi atomiche.

Tracce di uranio si trovano un po’ dappertutto, nelle rocce, nel suolo e nelle acque.

In 4.510.000.000 anni l'uranio 238 si trasforma in piombo.

L'uranio si estrae da più minerali: l’Uraninite (Pechblenda), la Carnotite l'Autinite, l'Uranofano. L'uranio naturale è composto da una miscela di tre isotopi: 234U, 235U, e 238U; di questi l’238U è il più abbondante (99,3%), mentre il 234U costituisce una percentuale trascurabile del totale.

Dai giacimenti dispersi in tutto il mondo si possono estrarre in totale circa 4,2 milioni di tonnellate di ossido di uranio. Allo stato attuale, la produzione mondiale annua di uranio metallico si aggira intorno alle 41.600 tonnellate.

In Italia è stata scoperta negli anni '50 una piccola miniera di uranio nei pressi di Novazza (a circa 40 km a nord est di Bergamo), da cui si ritiene che si possano ricavare in tutto circa 1300 tonnellate di ossido di uranio. La miniera non è mai stata sfruttata e qualche progetto elaborato negli anni '70 non è andato a buon fine.

www.wikipedia.org
www.tensionline.com
www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Costi.pdf

da Youtube:
la fissione nucleare
da Wikipedia: minerale di uranio

Negli ultimi anni la richiesta mondiale di uranio è fortemente aumentata fino a raggiungere il picco di 135 $/lb del 2007.

I minerali di uranio, per esserne conveniente l'estrazione, devono contenere una concentrazione minima di ossido U3O8 compresa tra lo 0,05% ed lo 0,2%.

Per Il processo di concentrazione dell'uranio si fa reagire l'uranio metallico con fluoro ottenendo esafluoruro di uranio (UF6), che sublima in fase gassosa al di sopra di 56,4 °C.

L'uranio si considera "arricchito" quando la frazione di 235U aumenta tra il 3% ed il 5%  rispetto al livello naturale.

Una persona può esporsi all'uranio sia per inalazione che per ingestione.

I danni da radiazione sono permanenti.

Le persone che vivono in aree vicine alle  miniere o che ne lavorano i minerali possono essere esposte a livelli di radioattività più elevati per via della produzione di polveri sottili e gas radon che vengono trasportati dai venti nelle zone circostanti.

www.corteconti.it
www.aspoitalia.it
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www.aamterranuova.it
. 06/10/09

da Youtube:
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E DEL CARO-CARBURANTE,
C'E' CHI FA A MENO
DELL'ENEL E DELLA BENZINA